lunedì 5 ottobre 2026

"Naza", scritto e diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor


"Naza"
scritto e diretto da
Yuval Abraham e Rachel Szor 

visto al Cityplex Massaua 
l'1 ottobre 2026

presenti:
una trentina di spettatori nella sala
"Emozioni": la comodità della poltroncina e il portabicchiere fanno rimpiangere la 
costrizione alfieriana.
pensionati che percorrono a passo svelto il corridoio del cinema per raggiungere la sala 
Bingo adiacente.
persone senza dimora che vivono in tenda a trecento metri dal cinema dietro gli uffici dei servizi sociali: la destra del quartiere blatera di "decoro urbano" mentre il centrosinistra torinese appalta il welfare alle fondazioni bancarie.

FORMICHE ZAVATTINIANE
E QUOTIDIANITÀ DEL GENOCIDIO 

Nel celebre saggio "Qu'est-ce que le cinéma", il teorico del cinema André Bazin analizza il risveglio di Maria Pia Casilio in "Umberto D.": dimenticare l'ellissi per restituire la realtà, un cinéma de la "durée", come lo definisce Bazin, contraddistinto da "una polvere impalpabile di gesti privi di significato". Un realismo ontologico in grado di abbattere le gerarchie che ha l'obiettivo di "rendere spettacolare e drammatico il trascorrere del tempo": in "Naza", il lavoro di Abraham e Szor, la quotidianità nei grattacieli di Tel Aviv si trasforma nel simbolo della complicità e dell'indifferenza. "Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri": sono le parole lasciate in eredità dal poeta, scrittore e giornalista palestinese Mahmoud Darwish, ma dietro le vetrate neppure l'oggetto può essere considerato neutro: mentre un tavolo viene spolverato a Tel Aviv, un padre urla i nomi dei suoi figli sepolti sotto le macerie a Gaza. "Ti avevo detto di badare a tua sorella". Silenzio.

SONGS, STORIES, RED CARPET
E COMPLICITÀ NEL GENOCIDIO

Ha ragione Lavinia Marchetti - in "Al Festival del cinema di Venezia ha vinto la paura", pubblicato il 13 settembre - nel criticare il Premio Speciale della Giuria assegnato a "Naza" nella 83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia: "È il ritratto perfetto della coscienza occidentale davanti a Gaza. Grandi emozioni, gesti minuscoli. Grande commozione e decine di minuti di applausi per il film sul genocidio e poi, però, gli si nega il primo posto, così da un lato l'anima rimane candida e magari nessuno da Tel Aviv alza il telefono per protestare, o peggio...
Venezia poteva entrare nella Storia con una presa di posizione forte, da mostrare a tutto il mondo. Hanno preferito una nota a piè di pagina", scrive Marchetti. Si può aggiungere che, sotto questo aspetto, la Mostra è recidiva: nel 2025, "Ṣawt al-Hind Rajab" diretto da Kaouther Ben Hania, era stato premiato con il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria; il Leone d'Oro era stato assegnato a Jim Jarmusch per il suo film a episodi "Father Mother Sister Brother". Una scelta contestata anche per la partnership finanziaria tra Mubi - la piattaforma che ha prodotto e distribuito il lavoro di Jarmusch - e il fondo Sequoia Capital, accusato di legami con Kela, la startup israeliana specializzata in software militare e tecnologie avanzate per la difesa. 
Torniamo alla regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania: nel febbraio di quest'anno è salita sul palco per rifiutare il premio "Most Valuable Film" in occasione del "Cinema for Peace & Democracy Gala" di Berlino. "Quello che è accaduto a Hind Rajab non è un'eccezione. Fa parte di un genocidio e stasera a Berlino ci sono persone che hanno dato una copertura politica a quel genocidio, riformulando l'uccisione di massa di civili come "autodifesa", come "circostanze complesse", denigrando chi protesta", ha spiegato Ben Hania. La contestazione era motivata anche dalla contemporanea premiazione, durante l'evento berlinese, di Noam Tibon, un ex maggiore generale dell'IDF in pensione, insignito del riconoscimento "Justice & Honorary Award" per il documentario canadese "The Road Between Us: The Ultimate Rescue" diretto da Barry Avrich.
Alla serata di gala era presente anche Kevin Spacey: l'attore e regista statunitense - che nel marzo scorso ha raggiunto accordi extragiudiziali con quattro accusatori tra Londra e New York - era stato contestato nel settembre 2025 da attivist3 di Potere al Popolo e Non Una Di Meno, in occasione del Lucca Film Festival, per il suo sostegno all'IDF e al governo israeliano. Nel novembre 2025, sordo alle richieste di boicottaggio degli organizzatori greci, ha deciso di esibirsi con il suo spettacolo "Songs & Stories" all'Hangar 11 di Tel Aviv, cancellando la tappa di Atene. Nell'agosto di quest'anno, ha ritirato la Colonna d'Oro al Magna Graecia Film Festival di Soverato: sul red carpet, insieme a lui, era presente il suo storico manager Ewan Lowenstein con la figlia Ayla, che ha prestato servizio come volontaria nell'IDF e ha accompagnato Spacey, nel dicembre 2024, in una visita personale a ridosso del confine con Gaza. Successivamente, l'attore ha incontrato il presidente della Knesset Amir Ohana e ha lasciato scritto sul libro degli ospiti: "Per il popolo di Israele, il mio cuore è colmo di ammirazione e di forza per la vostra lotta. Condividerò le storie che ho sentito e ciò che ho visto con i miei occhi. Con affetto, Kevin Spacey".


"ENTRI NEL TELEFONO DELLA
DODICENNE E LA UCCIDI"


"A Gaza non ci sono innocenti": è la frase di uno dei 24 intervistati - tutti membri dell'intelligence e militari delle forze di difesa israeliane. È la formula perfetta della disumanizzazione.
"Naza" affonda le sue radici nelle inchieste condotte dalle testate indipendenti +972 Magazine e Local Call: il 3 aprile 2024, +972 Magazine aveva infatti pubblicato un'indagine su Lavender a cura di Yuval Abraham. "L'esercito israeliano ha sviluppato un programma basato sull'intelligenza artificiale, noto come Lavender. Secondo sei ufficiali dell'intelligence israeliana, tutti in servizio nell'esercito durante l'attuale guerra nella Striscia di Gaza e con esperienza diretta nell'uso dell'IA per individuare obiettivi da eliminare, Lavender ha giocato un ruolo centrale nei bombardamenti senza precedenti contro i palestinesi, soprattutto nella prima fase del conflitto. Di fatto, secondo le fonti, la sua influenza sulle operazioni militari è stata tale che i risultati del programma di intelligenza artificiale venivano considerati come se fossero decisioni umane. [...] L'esercito israeliano attaccava sistematicamente gli individui presi di mira mentre si trovavano nelle loro case, di solito di notte e in presenza di tutta la famiglia, piuttosto che durante le operazioni militari. Secondo le fonti, ciò avveniva perché, da un punto di vista dell'intelligence, era più facile localizzare gli individui nelle loro abitazioni private. Ulteriori sistemi automatizzati, tra cui uno chiamato "Where's Daddy", venivano utilizzati specificamente per rintracciare le persone prese di mira ed effettuare bombardamenti quando si trovavano nelle case delle loro famiglie. Il risultato, come testimoniato dalle fonti, è che migliaia di palestinesi - la maggior parte donne, bambini o persone non coinvolte nei combattimenti - sono stati sterminati dai raid aerei israeliani, soprattutto durante le prime settimane di guerra, a causa delle decisioni del programma di intelligenza artificiale", ha scritto Abraham.
Sono due i riferimenti cinematografici presenti in "Naza": "Eye in the Sky" (in italiano distribuito con il titolo "Il diritto di uccidere"), film del 2015 diretto da Gavin Hood e "Shoah", il monumentale documentario del 1985 curato da Claude Lanzmann.
Il thriller con protagonista Helen Mirren - definita dal Rovescio "la baronessa di Tiggiano, ricca rappresentante del colonialismo agro-culturale anglo-sionista" - viene menzionato dagli intervistati come materiale didattico proiettato dall'esercito israeliano durante l'addestramento: i palestinesi sono NAZA, un danno collaterale, e quindi non può esserci spazio per il conflitto morale presente nel lavoro di Hood.
Lo spezzone del documentario di Lanzmann viene mostrato su uno schermo posizionato all'esterno della Tel Aviv Cinematheque: mentre le immagini di "Shoah" scorrono sullo schermo, ad appena sessanta chilometri di distanza dalla bolla urbana, nella Striscia di Gaza, si sta compiendo un genocidio.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.